Una nuova speranza per i pazienti con steatoepatite non alcolica (NASH) che non rispondono alle semplici norme dietetiche


Uno studio clinico randomizzato di fase 2 presentato durante il Digital International Liver Congress dell’EASL tenutosi nell’agosto 2020 ha incluso 77 partecipanti. Cinquantadue persone sono state selezionate per ricevere 1 mg di aldafermin (ADF) tramite un’iniezione sottocutanea giornaliera; le restanti 25 hanno ricevuto un placebo per un periodo di 24 settimane.
Circa il 68% di coloro che hanno assunto ADF ha avuto una riduzione assoluta di almeno il 5% nel contenuto di grasso del fegato, rispetto al 24% di coloro che hanno ricevuto il placebo.
Di quelli trattati con ADF il 38% ha sperimentato un calo in almeno uno stadio di fibrosi senza peggioramento della propria NASH, solo il 18% nei controlli. Circa il 24% del gruppo trattato con il farmaco ha avuto una risoluzione della NASH senza deterioramento della fibrosi, rispetto a solo il 9% del gruppo placebo.
È interessante notare che i ricercatori hanno notato un miglioramento dei punteggi di rischio per le condizioni cardiovascolari in entrambi i gruppi.
I risultati dovranno essere confermanti in uno studio molto più ampio di fase 3.
#steatoepatite #fegato #cirrosi #epatite #NASH 

Fois gras

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